XIX edizione (2019)

Domenica 20 gennaio


FANTASIA FLAMENCA

Ore 16.30
Intervento di apertura a cura della Fondazione Edo ed Elvo Tempia e dell’Ordine di Medici

Ore 16.40
I Conferenza – concerto
“A passo di Salute”

Relatore Dr. Paolo Garavoglia
Consulente Cardiologo presso l’Istituto Medicina dello Sport di Torino

Paolo Garavoglia, consegue la Maturità liceale scientifica presso l’istituto A. Avogadro di Biella nel luglio 1972. Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Torino nel novembre 1979 con votazione 110 su 110. Ottiene la specializzazione in Medicina dello Sport presso l’Università degli studi di Torino nel luglio 1982 con votazione di 70 e lode su 70 e la Borsa di studio presso la cardiologia riabilitativa di Veruno dell’Istituto Maugeri di Pavia dal marzo all’ottobre 1982, coautore di pubblicazioni scientifiche. Nel novem-bre 1986 si specializza in Cardiologia presso l’Università degli studi di Torino con votazione di 70 su 70. È Presidente dell’associazione medico sportiva Ver-celli-Biella (ASD affiliata al CONI) dal giugno 1990 e Membro del consiglio re-gionale piemontese della federazione medico sportiva dal quadriennio olimpico 1992-1996 a tutt’oggi.
Consigliere nazionale della Società Italiana di Cardiologia dello Sport nei bienni 2001-2003 e 2003-2004. Coestensore dei protocolli COCIS anno 2003 per la valutazione cardiovascolare all’idoneità sportiva agonistica. È consu-lente cardiologo presso l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino della federa-zione medico sportiva (centro d’eccellenza federale nella ricerca in medicina dello sport).

Ore 17.00
Compagnia Flamenco Nuevo
di Dario Carbonelli
con la straordinaria partecipazione
di Cristina Benitez
Jose Salguero cante
Riccardo Garcia Rubi, Sergio Varcasia chitarra
Dario Carbonelli, Michela Mancini,
Federika Lovisi Roca, Virginia Colella baile
Attilio Celona, Gabriele Gagliarini cajon

Note di sala.
Espressione artistica di cultura antichissima, fortemente legata all’identità cul-turale del popolo gitano, ma soprattutto a quel crocevia di culture e tradizioni che è l’Andalusia, un po’ l’Europa, un po’ l’Africa, un po’ l’Oriente, il Flamenco è nato per esprimere emozioni profonde in cui il coinvolgimento dell’artista è inseparabile dal pubblico stesso. Il Flamenco oltre ad essere un’arte universale è una fantastica cura contro lo stress: battere i piedi per terra scarica le tensioni e rilassa rapidamente, favorisce la tonificazione e la circolazione, ottima sintesi dunque del connubio medico/artistico per inaugurare a ritmi diversi di danza l’edizione XIX.
La compagnia «Flamenco Nuevo» diretta da Dario Carbonelli, titolare della scuola romana «Spazio Flamenco», nasce dalla volontà di creare un gruppo di lavoro che rappresenti il flamenco nella sua forma più completa e rispettosa della tradizione, ma con uno sguardo all’evoluzione del linguaggio artistico. La prima produzione, dal titolo «Fantasia Flamenca», rappresenta vari palos (stili) del flamenco con un passaggio dalla forma più profonda (Seguiriya) a quella più leggera (Alegrias, Tango) per arrivare allo stile di provenienza latino americana (Guajira). La musica dal vivo rende lo spettacolo ricco di colori ed armonie che trasportano lo spettatore nel vivo delle atmosfere tipiche della terra andalusa

Il fondatore Dario Polizzy Carbonelli, figlio d’arte, si avvicina allo studio della danza da giovanissimo, frequentando l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove, completati gli anni di studio, si diploma in qualità di insegnante di danza classica. Durante gli studi accademici si avvicina al baile flamenco sotto la guida di Isabel Fernández Carrillo, della cui compagnia diventa ben presto solista.
Inizia a studiare presso l’Accademia “Amor de Dios” di Madrid, sotto la guida di maestri di chiara fama quali: Ciro, Manolete, Cristóbal Reyes, Antonio Reyes, Elena Santoja, La Tati, Kelian Jimenez. Nell’estate dello stesso anno partecipa a numerosi spettacoli con la compagnia “Pasión Gitana” di Caterina Lucia Costa. Nel 1998 fonda il gruppo “FlamencoVivo” con cui partecipa a nu-merosi festival (Riccione, Rapallo, Campobasso, Anguillara, Catanzaro, Ostia Lido, Mazzara del Vallo” (estate ’99). Nell’estate del ’98 collabora con Denis Ganio alla messa in scena di «Aspettando Godot» portato in tournée in varie piazze.
Nel settembre 2001 si reca nuovamente in Spagna per studiare con “El Junco”, primo ballerino della “Compañía” di Cristina Hoyos, e con Andres Marín, uno dei più significativi esponenti del flamenco attuale. Dal settembre 2002 vive tra Roma e Siviglia, dove, nel febbraio 2003, entra a far parte della nuova “Compañía Flamenca di Javier Cruz”, e, contemporaneamente, frequenta le classi di flamenco di Úrsula López, Ramón Martinez, Rocío Márquez, Pilar Or-tega, Alicia Márquez e Soraya Clavijo. Nel 2009 torna all’attività di coreografo e bailaor con la compagnia “FlamencoVivo”, di cui è fondatore, con la quale, dopo aver partecipato allo spettacolo “Flamenco Tango Jazz”, per il Teatro Greco di Roma, crea lo spettacolo Encuentro (2009) e poi Vente Conmigo (2010). Nel dicembre 2011 viene chiamato a partecipare alla messa in scena dell’opera lirica Carmen di Bizet, per la regia del premio oscar Gianni Qua-ranta, in qualità di primo ballerino solista e coreografo della parte flamenca presso la Royal Opera House di Muscat (Oman). Nell’ottobre 2015 apre a Roma la propria scuola «Spazio Flamenco».

Cristina Benitez, nata a Barcellona nel 1978, si avvicina alla danza già da piccolissima. Comincia gli studi di danza e coreografia con specializzazione “FLAMENCO” presso l’Accademia Superiore di Danza “Istituto del Teatro” di Barcellona, terminati col massimo dei voti. Nel 1995 riceve il Premio Straordi-nario di Danza. Le sue esperienze professionali sono moltissime: Ballerina nello spettacolo “Tempo”, sotto la direzione di Antonio Canales. Ballerina so-lista nel Palazzo dei Congressi di Firenze. Bailaora solista nel Omagio a Car-men Amaya. Ballerina nello spettacolo “Pas a Pas” sotto la direzione di Johen Ulrich. Ballerina solista nella compagnia di Emilio Hernandez. Ballerina nella compagnia del “Teatro Calderon” di Madrid, interpretando “La Traviata e la Bo-heme”. Ballerina nella compagnia “Carmen Cortes”, interpretando gli spettacoli “Salome” e “Yerma” per Spagna e Taormina. Ballerina nella compagnia di “Pri-mitivo Daza”. Ballerina solista nell’Opera “Carmen” eseguita in tutta la Cina. Prima Ballerina nel Teatro “Opera House” in Cairo, Egitto. Ballerina solista nella compagnia “Aida Gomez” debuttando alla Scala di Milano per poi prose-guire in Spagna, Giappone, Grecia, Cile e Cina. Ballerina solista nel Film “Ibe-ria” di Carlos Saura. Bailaora in diversi tablaos di Spagna, Svizzera e Italia. Insegnante in diverse città di Europa e America. Bailaora ospite con il batterista Israel Varela, il pianista Diego Amador, e nei spettacoli “Compadres” e “Otro Sitio” del chitarrista Livio Gianola. Bailaora nello spettacolo “Sevilla al Aire” del bailaor Oscar de los Reyes, recentemente rappresentato nel Hispanic Festival di Edimburgo,ottenendo cinque stelle dalla critica del Giornale Nazionale Scoz-zese Heraldscotland. Autrice,coreografa e bailaora dei suoi spettacoli “Mi Vida”, “Secretos de Mujer” e “Noche de Luna Llena” Attualmente lavora in-sieme a Lucas Ortega e Manuel Montero nello spettacolo “La Vida al Viento”.


Domenica 27 gennaio


DANZE IRLANDESI

Ore 16.30
II Conferenza – concerto
“I Ritmi ed i passi della malattia Parkinsoniana”
Relatore Dr. Graziano Gusmaroli
Direttore SC Neurologia Ospedale degli Infermi di Biella

Graziano Gusmaroli, nato il 16 settembre 1956 a Vercelli. Laureato in Me-dicina e Chirurgia e specializzato in Neurologia presso l’Università di Torino. Assistente poi Aiuto co Ospedale Civile “E. Agnelli” di PINEROLO dal 1988 al 2003; Direttore SC Neurologia Ospedale degli Infermi di Biella dal 2003 a tutt’oggi. Direttore del Dipartimento di Medicina e Urgenza dal 2017 a tut-t’oggi. Docenze di Anatomia e Fisiologia del Sistema Nervoso, di Neurologia e di Neuroftalmologia per DU Scienze Infermieristiche e per Scuola di Spe-cializzazione di Neurologia, Università di Novara. Autore di oltre 70 pubblica-zioni su riviste o atti di congressi nazionali o internazionali. Relatore a numerosi Congressi Internazionali, Nazionali e Regionali in tema prevalen-temente di disordini di movimento e di malattie cerebro-vascolari. Coordina-tore regionale SNO (scienze Neurologiche Ospedaliere). Past-President SINV (Società Interdisciplinare Neuro Vascolare).

Ore 17.00
Birkin Tree – Irish Music
Laura Torterolo voce
Fabio Rinaudo uilleann pipes, whistles
Michel Balatti flauto traverso irlandese
Luca Rapazzini violino
Claudio De Angeli chitarra

Programma presentato dagli artisti.

Note di sala.
Nel Parkinson è come se il ritmo interiore, quel metronomo innato che scan-disce tutti i nostri movimenti, fosse inceppato. Per farlo ripartire abbiamo bi-sogno di uno stimolo esterno, come per esempio una musica, aggiunge Nicola Modugno, neurologo all’Ircss Neuromed di Pozzilli. La danza irlandese riesce a ottenere maggiori risultati nel superare il cosiddetto freezing, cioè l’incapacità di iniziare il movimento, l’equilibrio e la disabilità motoria. Quello che funziona nella musica irlandese è il ritmo profondo, che agisce sul si-stema nervoso centrale, come uno stimolo neurosensoriale che scatena il movimento. Da quando un gruppo di studio italiano ne ha dimostrato l’effica-cia, le sperimentazioni si sono diffuse nel mondo. E ovviamente anche in Ir-landa, dove in tutte le contee viene usato come strumento di riabilitazione. La più importante band italiana di Irish Music, per un concerto di grande im-patto e suggestione in cui si raccontano tutti i colori e le atmosfere tipiche d’Irlanda. Uno stretto dialogo musicale in bilico tra virtuosismo e pathos, alla scoperta degli affascinanti paesaggi sonori della musica irlandese. Un itine-rario dove si potranno ascoltare sia antiche e struggenti ballate sia godere del ritmo e dell’energia della letteratura musicale dedicata al repertorio da danza.
Le canzoni affondano le loro radici nel grande lascito di composizioni che, a partire dal XVII secolo, sono state arricchite e tramandate sino ai nostri giorni. I brani strumentali provengono dal vasto ed antico repertorio legato al violino, alla uilleann pipes ed al flauto traverso, sicuramente tra i più importanti strumenti della tradizione irlandese. La chitarra apporta una grande energia ritmica e dinamica alla affascinante tessitura ritmico melodica presentata dagli strumenti solisti.
Nel corso della loro trentennale carriera i Birkin Tree hanno tenuto più di mil-lenovecento concerti in Italia ed in Europa e sono l’unica formazione italiana –ed una delle pochissime nel mondo – ad esibirsi regolarmente in Irlanda, dove hanno suonato in alcuni tra i più importanti festival, tra cui Feakle Festival, Ennis Trad Festival, Glencolumbkille Festival, O’Carolan Festival. I Birkin Tree si sono esibiti in trasmissioni radiofoniche e televisive per RAI 1, RAI 3, RAI Radio 1, RAI Radio 2, TELE+3, TMC Telemontecarlo, RTS Svizzera, Telepiù, Radio Capodistria, Radio Popolare, ed in Irlanda per RTE, Radio Kerry e Clare FM. Nell’aprile 2010 i Birkin Tree si sono esibiti in concerto nella tra-smissione “La stanza della Musica” su RADIO 3 con una esibizione in diretta della durata di un’ora. La loro musica è stata trasmessa dalle radio di Ger-mania, Francia, Portogallo, Spagna, Olanda, Norvegia, Irlanda, Inghilterra, Australia, Stati Uniti, Russia e Svizzera.
Si sono esibiti con alcuni tra i più importanti musicisti irlandesi come Martin Hayes, Dennis Cahill, Niamh Parsons, Cyril O’Donoghue, Liam O’Flynn, e Caitlinn Nic Gabhann. Fabio Rinaudo e Daniele Caronna, musicisti e fondatori dei Birkin Tree, nel luglio del 2008 hanno preso parte alla tournée Italiana dei CHIEFTAINS. Nell’estate del 2011 il gruppo si è esibito all’interno del Festival “Masters of Tradition” di Bantry, co. Cork, in Irlanda. Il concerto ha riscosso un grande successo ed è stato trasmesso via radio da RTE Lyric FM (emit-tente nazionale). Il gruppo si è inoltre esibito in Francia (Festival Pot’Arts Il-lfurth) e ha effettuato una tournée di concerti in Germania. Nel 2015 Michel Balatti e Fabio Rinaudo si sono esibiti insieme a Martin Hayes nella edizione di MITO 2015 a Torino con grande successo.
Nel Marzo 2016 si è esibita a Milano per “Enterprise Ireland” alla presenza del Vice Primo Ministro Irlandese Joan Burton. Nel giugno 2016 la formazione è stata chiamata a partecipare in una importante produzione del prestigioso Ravenna Festival, dove si è esibita in una produzione speciale con la band LUNASA ed i solisti Caitlinn Nic Gabhann, Mick O’Brien e Kira Ni Bhroin. Tra il 2017 ed il 2018 ha tenuto numerosissimi concerti in Italia, alcuni insieme a prestigiosissimi ospiti come Mick O’Brien e Aoife Ni Aoife Ni Bhriain Derek Hichey e Martin Hayes, uno dei più famosi violinisti irlandesi nel mondo. Nel 2019 uscirà il loro quinto lavoro discografico, registrato insieme alla pre-stigiosa violinista Aoife Ni Bhriain. La band ha pubblicato quattro dischi: Con-tinental Reel (1996), A Cheap Present (1999), 3(three) (2003) e Virginia (2010) ed è presente in decine di compilation. Ha ottenuto lusinghiere recen-sioni ed importanti riconoscimenti dalla stampa specializzata europea ed americana:
Continental Reel: miglior disco del biennio 95/96 per principale rivista italiana di musica etnica Folk Bulletin;
A Cheap Present: recensione da Cinque Stelle da parte di Musica di Repub-blica.
3(three): premio di qualità “BRAVO!” ricevuto dalla rivista francese TRAD Ma-gazine; sesto posto nella classifica dei WORLD TOP TEN dell’anno 2003 sti-lata dalla rivista tedesca Folk World; recensione da Quattro Stelle da parte di Musica di Repubblica; terzo posto nella classifica dei migliori cinque dischi dell’anno 2003 stilata dalla rivista italiana Folk Bulletin.
Virginia: disco del mese per il Giornale della Musica (giugno 2010).
Official site: www.birkintree.com 

Domenica 3 febbraio


NON SOLO WALZER: LA FAMIGLIA STRAUSS

Celebri walzer, marce, polke

Ore 16.30
III Conferenza – concerto
“Johann Strauss: Essere fino in fondo se stessi”
Relatore Dr. Roberto Merli Direttore della S.C. Psichiatria dell’ASL BI di Biella

Roberto Merli, 1979 – Laurea in Medicina e Chirurgia – Università di Pavia (105/110) 
1985 – Specializzazione in Psichiatria (Direttore: Prof. D. DE MAR-TIS) – Università di Pavia (40/50)
 1991 – Psicoterapeuta ex art. 35 Legge n°56/89
 1998 – Superamento dell’esame per l’accertamento della conoscenza delle lingue italiana e tedesca, riferito al diploma di laurea ai sensi dell’art. 4 DPR 26.07.1976 n° 752 e successive modifiche, Bolzano.
Principali esperienze di lavoro istituzionale: da settembre 1980 a febbraio 1981 – Tirocinio ospedaliero post-lauream nella Divisione di Accettazione, Pronto Soccorso, Astanteria (Primario: Dr. K. PELLEGRINI) – Ospedale S. Maurizio – ASL Centro-Sud di Bolzano dal 15 dicembre 1982 al 15 dicembre 1989 – Assistente Medico presso il Centro di Salute Mentale (Primario: Dr. S. MERRA) dell’USL 47 di Biella. Dal 16 dicembre 1989 al 10 febbraio 1999 -Aiuto Medico presso il Centro di Salute Mentale (Primario: Dr. E. LOMO-NACO) dell’ASL 12 di Biella.
Da 11 febbraio a 31 luglio 1999 – Aiuto Medico presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Primario: Dr. R. TOMASI) dell’Ospedale S. Maurizio – ASL Centro-Sud di Bolzano. Dal 1° agosto 1999 al 1° novembre 2007 Direttore S.O.C. Psichiatria – Unità Modulare 2 di Cos-sato (BI) – ASL 12 di Biella dal 1° marzo 2007 al 30 dicembre 2016 Direttore della S.O.C. Psichiatria – Unità Modulare 1 di Biella – ASL BI 
dal 31 dicembre 2016 ad oggi Direttore della S.C. Psichiatria dell’ASL BI di Biella. Pubblicazioni scientifiche: Autore singolo (3) e Coautore (61) di abstract (46) ed articoli (18) pubblicati su riviste scientifiche nazionali (14), internazionali (4) e atti congressuali (46). In lingua italiana (58), inglese (4), tedesca (2).
 Autore del contenuto scientifico dell’Opuscolo “L’ORECCHIO TESO: in rete per la prevenzione del suicidio” (2011). Premio Poster per la presentazione del lavoro “Uso di antipsicotici di seconda generazione e rischio di diabete: il monitoraggio degli effetti collaterali in un Dipartimento di Salute Mentale” al XIV CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEUROPSICOFARMA-COLOGIA, La ricerca neurobiologica per la personalizzazione delle cure. (Bo-logna, 1-4 giugno 2004). Partecipazione, in qualità di Relatore o Chairman, a Congressi, Convegni, Giornate di Studio, Seminari nazionali e internazionali. Attività didattica svolta per personale sanitario e associazioni di volontariato.

Ore 17.00
Nuovo Insieme Strumentale Italiano
Anna Chierichetti soprano
Giuseppe Nova flauto
Stefano Vagnarelli violino
Enrico Carraro viola
Sergio Patria violoncello
Elena Ballario pianoforte

Johann Strauss J. (1825-1899)
Kaiser Walzer op. 437  ● da “Il Pipistrello” Mein Herr Marquis La Viennoise polka-mazur op. 144  ●   da “Il Pipistrello” Csàrdàs Rosen aus dem Suden  ●   Tritsch – Tratsch – Polka op. 214 An der Schönen blauen Donau (Il bel Danubio blu) op. 31 Frühlingsstimmen (Walzer di primavera) op. 410 

Johann Strauss S. (1804-1849)
Radetzky – Marsch op. 228

Trascrizioni ed elaborazioni di Elena Ballario

Note di sala.
“Passare attraverso la vita allegramente”. Il tormentarsi danneggia la salute e la vita e rovina la bellezza di una donna (se ne ha). Le donne dovrebbero sempre sorridere: ciò le rende belle ed elimina le rughe. Godi la vita; piangi solamente quando vi è realmente un motivo di pianto…”. Da questa citazione di J. Strauss S. scaturisce l’idea di associare il repertorio del tradizionale Ca-podanno con il l’idea di leggerezza data da ritmi veloci e appassionanti me-lodie tipiche della famiglia viennese da loro elevate a dignità artistica che mai avevano conosciuto portandolo dai locali da ballo ai salotti dell’alta società con composizioni di valore per grandi orchestre. In chiusura sarà eseguita, come da tradizione, la Radetzky Marsch, marcia militare composta da Johann Strauss padre in onore del maresciallo Josef Radetzky per celebrarne il ri-torno a Milano dopo i moti rivoluzionari del 1848. L’opera, tuttora considerata come il suo brano più famoso, chiude ogni anno il Concerto di Capodanno di Vienna. A cura di Elena Ballario del Nuovo Insieme Strumentale Italiano le trascrizioni per ensemble e soprano.

Anna Chierichetti è soprano e docente di Canto. Nel corso della sua carriera si è esibita con successo sui principali palcoscenici italiani e stranieri; tra que-sti il Teatro alla Scala di Milano, il Covent Garden di Londra, l’Hamburgische Staatsoper, l’Opera di Bilbao, il Teatro Real di Madrid, l’Opernhaus di Zurigo, l’Opèra di Parigi, il Maggio Musicale Fiorentino, il Konzertgebouw di Amster-dam, il Festival di Salisburgo, il Barbican Center di Londra, il Festival di Aix-en-Provence, il Teatro San Carlo di Napoli, il ROF di Pesaro. Ha cantato sotto la guida dei più prestigiosi direttori, tra questi: R. Abbado, F. Biondi, G. Carella, A. Curtis, W. Christie, O. Dantone, R. Frübeck de Burgos, di J.E. Gardiner, C. Hogwood, R. Jacobs, R. Muti, P. Olmi, D. Oren, L.Pesek,C. Rousset, N. Santi, C. Scimone, G. Sinopoli, J.C. Spinosi, V. Spivakov, M. Viotti. Al Teatro alla Scala di Milano è stata apprezzata interprete di Europa Riconosciuta di Salieri, in occasione della riapertura del Teatro dopo la ristrutturazione, diretta dal M° Riccardo Muti e di Teneke di Fabio Vacchi, in occasione della prima esecuzione mondiale assoluta, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione di R. Abbado. Ha all’attivo numerose incisioni discografiche per le etichette Decca Arkiv, Chandos, Dynamics, Bongiovanni e Arte Nova.

Il Nuovo Insieme Strumentale Italiano fondato da Sergio Patria ed Elena Bal-lario è presente sulla scena concertistica nazionale ed internazionale dal 1990. Composto da personalità di spicco della vita musicale italiana, reputati solisti e prime parti di prestigiose orchestre, rivolge la sua attività al repertorio inedito e al patrimonio di trascrizioni ed elaborazioni, principalmente legato alla cultura musicale italiana. I programmi vengono sviluppati in modo tematico e realizzati, nei casi di elaborazioni o trascrizioni, grazie al contributo della pianista e com-positore Elena Ballario. Ulteriore prerogativa dell’Insieme, è la diffusione di opere del teatro musicale da camera; queste opere, presentate assieme ad im-portanti cantanti a riconosciuti attori di Teatro quali Luciana Serra, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Pamela Villoresi, rendono i programmi piacevolmente acces-sibili ad un pubblico estremamente ampio e variegato. L’ensemble ha prodotto tre CD di musiche originali e trascrizioni di Elena Ballario. Oggi la compagine si presenta in collaborazione con strumentisti che ricoprono ruoli di prime parti presso l’Orchestra del Teatro Regio di Torino quali Stefano Vagnarelli ed En-rico Carraro, e riconosciuti solisti e didatti internazionali come Giuseppe Nova, a fianco dello storico duo Sergio Patria ed Elena Ballario.

Domenica 10 febbraio

MOSAICO DI DANZE
XXVI Giornata mondiale del Malato

Ore 16.30
Riflessione di apertura di Padre Piero Contenti
“Pregare a passo di danza”

Ore 16.45 concerto
Marco Sollini – Salvatore Barbatano pianoforte a 4 mani

Edvard Grieg (1843-1907)
Peer Gynt, Suite n. 1 op. 46
Il mattino
La morte di åse
La danza di Anitra
Nell’antro del Re della montagna

Johannes Brahms (1833-1897)
Sedici Walzer per pianoforte a quattro mani, op. 39

Sergej Rachmaninov (1873-1943)
Six morceaux op. 11
Barcarolle
Scherzo
Russian Theme
Valse
Romance
Slava

Note di sala.
La danza è l’espressione più piena della preghiera e della gestualità. La danza è un raro momento di concentrazione, interiore e sacra, una preghiera completa e corporea, una meditazione semplice che coinvolge tutto il nostro essere. La danza stessa è un’energia vitale e come tale è risanante. La danza è espressione popolare e religiosa, strettamente collegata ad ogni aspetto della vita dell’individuo e del popolo che la esprimono. In essa si estrinseca l’unità dell’individuo e del suo ambiente, dell’individuo e del gruppo, del corpo e dello spirito.
La forma della danza eseguita sul pianoforte a quattro mani, formazione ricca di tale repertorio, dalla spagnola Habanera, al Bolero, dal Valzer alla Czarda, dalle Danze Slave alle Ungheresi. Un’occasione ideale per assaporare un programma ricco di poesia, sentimento e gioia di vivere proposto da due artisti tanto raffinati quanto comunicativi. Un viaggio nel mondo pianistico a quattro mani per esprimere al meglio la ricchezza timbrica del pianoforte.
La versione odierna del Peer Gynt è tratta dalla dalle musiche di scena del dramma di Ibsen che nel 1876 Grieg scrive per orchestra su richiesta del commediografo norvegese. In quest’opera viene narrata la storia di un gio-vane scapestrato, Peer Gynt, il quale, alla continua ricerca di nuove espe-rienze e nuove emozioni, trascura i valori fondamentali dimenticando famiglia, amici e la donna che tanto lo amava. In questo scellerato percorso Peer si macchia di colpe che lo porteranno continuamente a fuggire dagli altri e, so-prattutto, da sé stesso. I sedici walzer op. 39 risalgono al 1865, Brahms amava i movimenti di danza spesso ispirati a movenze di danza associate alla natura melodica creativa del compositore che mirano a cogliere l’anima del popolo cui appartengono. Sono composizioni molto semplici spesso con le atmosfere popolari del Ländler (danza popolare tedesca simile al valzer) più che del raffinato valzer viennese. Richiami di Schubert, Schumann ma anche da Chopin, si odono sparsi nel meraviglioso capolavoro brahmsiano. Concludono il programma i magnifici pezzi op. 11 di Rachmaninov, pagine molto piacevoli scritte con l’assoluta conoscenza delle risorse dello strumento.

Il Duo Sollini-Barbatano nasce nel 2004 e consolida negli anni, dopo attività solistiche e cameristiche di prestigio, l’esperienza di Marco Sollini e Salvatore Barbatano che si impongono come duo pianistico italiano tra i più apprezzati anche a livello internazionale.
Il Duo Sollini-Barbatano affronta sia pagine del repertorio per pianoforte a 4 mani che significative opere per due pianoforti e si esibisce anche in veste solistica con orchestra. Ha suonato in Italia ed all’estero per importanti asso-ciazioni, festival ed in sale prestigiose tra cui: Grosse Saal del Mozarteum di Salisburgo, Filarmonica di Cracovia, Smetana Hall di Praga, Teatro Ahmed Adnan Saygun Sanat Merkezi di Izmir, Teatro Manoel di Malta, Sala Solti al-l’Accademia Liszt di Budapest, Festival dei Palazzi di San Pietroburgo, Schouwburg Festival di Jakarta, International Music Festival of Santorini, Kur-saal di Bad Wildbad, Interfest di Bitola, Kamerfest di Pristhina; inoltre, alla Sala Preporodna di Zagabria, in un concerto esclusivo dedicato al ventennale delle Relazioni Diplomatiche tra Repubblica di Croazia e Repubblica Italiana, alla presenza del già Presidente della Repubblica Ivo Josipovič. Significative le esibizioni in Italia per importanti stagioni concertistiche tra cui l’Associa-zione Siciliana Amici della Musica di Palermo al Teatro Politeama, Teatro Bi-biena di Mantova, Viotti Festival di Vercelli, Alba Music Fest, ecc.
Ha effettuato varie registrazioni per la Radio Vaticana e RAI Radiotre.
Nel loro repertorio figurano anche l’integrale dei Concerti di Johann Sebastian Bach per due pianoforti e orchestra, eseguiti ed incisi con l’OCM sotto la di-rezione del M° Francesco D’Avalos, ed anche il Concerto per 3 pianoforti ed orchestra K. 242 “Lodron-Konzert” di W.A. Mozart, eseguito con l’orchestra de I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone che si è così espresso: “Salva-tore Barbatano, vero pianista mozartiano dal tocco leggero ed affascinante…Marco Sollini, grande poeta della tastiera…”.
Il duo Sollini-Barbatano è stato anche interprete del Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns eseguito con i Solisti dell’Orchestra da Camera della Campania. Nel 2011 ha eseguito, in prima mondiale assoluta, “Le Mille e una notte” di Patrizio Marrone, con Ugo Pagliai e Paola Gassman quali voci reci-tanti. I due artisti fondono la loro esperienza musicale anche nella conduzione dell’International Music Festival “Armonie della sera”, di cui Sollini è ideatore e direttore artistico e Barbatano è coordinatore artistico. Nel 2015 il compo-sitore, premio Oscar, Luis Bacalov ha scritto e dedicato al duo Sollini-Barba-tano il brano “Tanghitud 4”. Il duo è inoltre dedicatario di composizioni scritte da vari importanti musicisti come Michele Dall’Ongaro, Sergio Calligaris, An-tonio Giacometti, Patrizio Marrone. Ha registrato diversi CDs tra cui uno de-dicato all’integrale delle composizioni per pianoforte a 4 mani di Sergej Rachmaninov, uno con musiche da camera di Gioachino Rossini, condiviso con alcuni artisti prime parti dell’Orchestra della Scala di Milano, uno dedicato alla musica per pianoforte a 2 e 4 mani di Pietro Mascagni ed uno con “Shé-hérazade” e “Capiccio espagnol” nelle versioni originali di Nicolai Rimskji-Kor-sakov. Il duo Sollini Barbatano si è esibito in veste solistica con varie orchestre tra cui: Malta Philarmonic Orchestra, Orchestra Filarmonica di Cracovia, Or-chestra Sinfonica di Stato di San Pietroburgo, Euro Sinfonietta, Karlovy Vary Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica di Sanremo, I Solisti Aquilani, Or-chestra Sinfonica Città di Grosseto, Croatian Symphony Orchestra, I Solisti Veneti. È stato recentemente pubblicato da Sony Classical un CD con i con-certi di Mozart e Kozeluch per due pianoforti e pianoforte a quattro mani.

Domenica 17 febbraio


VUELVO AL SUR

Ore 16.30
IV Conferenza – concerto
“Dalla montagna più alta del Sud America alla speranza di un futuro per i piccoli pazienti oncologici”
Relatore Dr. Pietro Presti Direttore Generale della Fondazione Edo ed Elvo Tempia

Pietro Presti nasce a Torino nel 1979. Dopo essersi laureato a pieni voti in Giurisprudenza e in DAMS presso l’Università di Torino, ha conseguito un MBA agli Hautes Etudes Commerciales dell’Università di Ginevra e sta ter-minando un Dottorato di Ricerca in Business and Management presso l’Uni-versità di Torino. Manager dinamico e creativo con esperienza nel settore sanitario, in particolare in ambito oncologico, e nelle aree dell’innovazione, start-up e del business development. Vanta importanti risultati professionali nella promozione, nello sviluppo e nella realizzazione di progetti complessi e innovativi e di partnership tra pubblico e privato, oltre che docente in master universitari e relatore a conferenze nazionali e internazionali. Dal 2007, è Di-rettore Generale della Fondazione Edo ed Elvo Tempia di Biella, ente privato territoriale fondato nel 2006 dall’associazione Fondo Edo Tempia (costituita nel 1981) e attivo negli ambiti oncologici della Prevenzione, Diagnosi precoce, Screening, Assistenza, Cure Palliative, Psiconcologia, Registri Tumore, On-cologia molecolare, Genomica e Ricerca clinica, con importanti collaborazioni a livello nazionale e internazionale con i principali centri di ricerca, università e organizzazioni private e pubbliche. Appassionato di musica e chitarrista (Di-ploma CPM di Milano e V anno di Chitarra al Conservatorio di Cuneo), di let-teratura e cinema, pratica lo sci, la subacquea e il trekking.

Ore 17.00
Ruben Peloni voce
Lumière Ensemble
Stefano Giavazzi pianoforte
Cristina Bertoli flauto
Lorenzo Gabellini contrabbasso
Marco Fabbri bandoneon
Ruben Peloni voce
Sebastian Romero e Claudia Sorgato ballerini

Alberto Ginastera (1916-1983)
Milonga lenta  ●  Variación Concertante  ●  Criolla opera 6
Homero Espósito (1918-1987)  ●  Fangal
Astor Piazzolla (1921-1992)  ●  Poema valseado
Carlos Gardel (1890-1935)  ●  Volver
Alberto Gomez (1904-1973)  ●  Milonga que peina cànas
Alejandro Junissi (?-1956)  ●  El puntazo
Juan Carlos Cobiàn (1896-1953) ●  Los mareados
Lucio Demare (1906-1974)  ●  Malena
Astor Piazzolla  ●  Vuelvo al sur  ●  Adios nonino 
Jacinto Chiclana  ●  Verano portenio

Note di sala.
Partendo dalla conferenza del Dr. Pietro Presti relativa alla spedizione che ha compiuto a inizio 2019 alla conquista della cima più alta delle Ande argen-tine, l’Aconcagua, con il fine di raccogliere risorse per acquisire strumenti tec-nologici necessari ad attivare una “scuola” in ospedale per i bambini costretti a lunghe degenze, il tema musicale rimane nella terra argentina e confluisce nella danza simbolo di un territorio oggetto di conflitti e di grandi risorse allo stesso tempo. Il Tango argentino è un colloquio fra due partner, una continua comunicazione corporea, che consente all’uomo di proporre alla donna, che eseguirà secondo le sue proprie sensibilità, quei passi, varianti e figure che, insieme, costituiscono la coreografia di quel loro ballare. Comunicare (lui), recepire (lei) ed eseguire (loro) sono gli elementi caratteristici del Tango ar-gentino. Nel Tango la particolare modalità tecnica di esecuzione dei passi, obbliga a migliorare la consapevolezza  e il controllo della propria corporeità; inoltre, la forte connessione tra l’intenzionalità di compiere un preciso movi-mento e la sua esecuzione con il corpo, fanno si che vi sia un progressivo e costante miglioramento dell’equilibrio, della postura e della qualità del movi-mento. Con il concerto “Vuelvo al Sur” il Lumière Ensemble vuole rendere un omaggio ai più rappresentativi compositori argentini del ’900, da Ginastera a Piazzolla, attraversando il percorso artistico che lega i due grandi compositori con autori come H. Esposito, O.Pugliese, E.S. Discepolo, A. Gomez, J. Plaza, C. Gardel e L. Demare. Nel progetto “Vuelvo al Sur” confluiscono tutte le varie suggestioni culturali nonché le abilità strumentali e creative del gruppo, con i sensuali impasti timbrici del flauto e del bandoneon, che a più riprese si sfi-dano in intricati e ricercati effetti percussivi e dove alla base della milonga si aggiungono in mirabile simbiosi la tecnica del contrappunto e l’inimitabile fre-schezza dell’impressionismo, in una tensione virtuosistica che esalta al mas-simo le diverse sfaccettature della musica argentina.

L’Ensemble Lumiere nasce dall’incontro di musicisti di ispirazione classica, tutti affermati concertisti, con il desiderio di espandere la propria attività at-traverso le diverse espressioni musicali del ’900. In particolare l’ensemble si dedica con passione alla musica moderna di ispirazione popolare attraverso la ricerca di musiche di grandi compositori e pagine di autori meno noti. Nei dieci anni di attività il Lumière Ensemble ha suonato nei maggiori centri italiani ed esteri; di particolare rilievo i concerti alla Muenchner Philarmonie di Mo-naco, alla Arcub Hall di Bucarest e nei Festival di Vicenza, Urbania, Ancona, Rovereto, Bergamo, Trieste, Verona, Siena, Piacenza, Bologna.

Rubèn Peloni è nato a Cañada de Gòmez, Santa Fe, argentina. Dopo la lau-rea in Architettura, ha iniziato gli studi regolari di canto col maestro Ruben Coria. E stato cantante di “Tritango” e Yunta Brava della città di Rosario. In Italia dal 2002 ha realizzato una intensa attività artistica per tutta Europa con importanti ensemble come Tango Tinto, Hyperion, Viento de Tango, Quejas de Bandoneon, Q5 Tango, Orchestra Tipica Alfredo Marcucci, Lo que Vendrà, Lumière Ensemble. Dal 2006 collabora con il pianista Hugo Aisemberg. E stato invitato come solista a manifestazioni: VII Festival Estate 2004 “Un ponte tra culture”; Concerto della Pace con la orchestra d’archi “Umberto Giordano” di Foggia (2004); Concerto “Astor Piazzolla, lo spirito del Tango” presentato nel 2004 al Teatro Rossini di Pesaro con l’Orchestra d’archi di Pe-saro, ed il complesso Novitango, Concerti con l’Orchestre des Pays de (2005), Concerto “Tango Forever” con L’orchestra Sinfonica di Budapest (Un-gherìa 2010), e con l’orchestra sinfonica di Bari (2011) Ha Cantato l’Operita “MARIA DE BUENOS AIRES” a Vicenza e Vittorio Veneto (2008), Teatro Greco di Taormina (2011), Ancona, L’Aquila, Chieti, Igoumenitsa (2012). Ha collaborato con il premio Oscar LUIS BACALOV nello spettacolo “Mi Buenos Aires Querido” al Teatro Ambra Jovinelli 2009, Regio di Parma 2010, Manzoni di Bologna 2012. E appena uscito il suo CD “Santo Remedio, Tangos”, rea-lizzato insieme al pianista Pablo Woizinski.

Domenica 24 febbraio

L’ETÀ DEI CARTOONS

Ore 16.30
“Le danze dei cartoni animati”
Nuova produzione del Nuovo Insieme Strumentale Italiano
Claudio Moneta voce narrante, noto doppiatore
di personaggi dei cartoni animati
Francesca Sicilia soprano
Elena Ballario pianoforte
Proiezioni e immagini a cura di N.I.S.I. ArteMusica
ll concerto sarà replicato lunedì 25 febbraio per le Scuole
in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ponderano

Note di sala.
Recenti studi dimostrano che la musica contribuisce alla costruzione dell’in-telligenza, connettendo e organizzando il sistema nervoso, il linguaggio emo-tivo e quello spirituale, aiutando inoltre alla socializzazione e alle attività ricreative. Attraverso il canto e la danza i bambini iniziano ad imparare il senso del ritmo, incrementando le abilità motorie e la coordinazione. Tutti nasciamo con doti musicali, ma, esattamente come accade per tutti i tipi di linguaggio, crescono e si sviluppano solo con l’esperienza e la pratica. In culture in cui la musica è parte integrante della vita, i bambini imparano il linguaggio musicale parallelamente alla lingua parlata.
Assorbono inconsciamente questo tipo di linguaggio interagendo musical-mente con gli altri. I cartoni animati, se ben selezionati e dosati in termini di tempo, possono offrire una possibilità in questo senso e un piccolo momento di svago e relax a tutta la famiglia.
Nell’ambito delle scene di ballo che hanno fatto la storia dell’animazione, molti sono i brani musicali classici e non utilizzati per sostenerle: Il ballo di Bianca-neve con i nani, il valzer della Bella Addormentata il famoso momento goliar-dico di Gli Aristogatti sulle note di “Tutti quanti vogliono fare jazz”, le danze di Alice, il gran ballo di Cenerentola, Mary Poppins, il Gatto con gli Stivali ecc. Uno spettacolo divertente ma non scontato farà sognare e danzare di volta in volta con i personaggi più noti delle celebri pellicole di Walt Disney in un mix legato dalla voce recitante di Claudio Moneta noto doppiatore di innume-revoli personaggi dei cartoons.

Claudio Moneta, nato a Milano nel 1967, attore e doppiatore. Dopo gli studi di recitazione al CTA di Milano, comincia a lavorare nel 1988 in teatro come attore. Intensa in Italia l’attività legata al doppiaggio in sincrono di film, telefilm, cartoni animati, documentari e videogiochi e alla pubblicità. (Spongebob, Goku in Dragon Ball, Kakashi in Naruto, Barney in How I Met Your Mother, Shepard in Mass Effect, ecc). In teatro lavora per anni con la compagnia Ca-lindri-Feldmann, i Filodrammatici, l’Elfo, Mantesi-Puggelli, Atecnici, Lugano Teatro/Labytinthos (Antonio Ballerio), Canora di Marco Rampoldi, teatro Franco Parenti (Corrado Tedeschi). Per la televisione ha recitato in lungome-traggi prodotti dalla Rai e dalla Tsi e ha vinto il premio Castrocaro col film “L’attesa” di Vittorio Rifranti.
L’attività televisiva lo vede impegnato come attore o conduttore anche in di-verse produzioni seriali fra cui: “Bim Bum Bam” (Canale 5), “Ciao Ciao” (Italia 1), “Casa Vianello” (Canale 5), “L’ottovolante” (Telemontecarlo), “I replicanti” (RSI), “La banda del malloppo” (RSI), “Peo” (RSI). Per la Radio svizzera (RSI) recita in numerosi sceneggiati (televisivi e radiofonici) e partecipa a varie tra-smissioni musicali e di intrattenimento.
Partecipa a produzioni musicali con i Barocchisti di Diego Fasolis, il Conser-vatorio della Svizzera italiana, il Quintetto Andersen, l’OSI, l’Accademia della Scala, la Civica Filarmonica di Lugano. Con il CD “I tre porcellini” di Franco Cesarini ha vinto il Prix Suisse 2003. Ultime produzioni teatrali: “Il rompiballe” (Tournée italiana con Max Pisu – regia di M. Rampoldi – 2015/16/17/18). “Quel pomeriggio di un giorno da star” (Tournée italiana con Corrado Tedeschi e Tosca d’Aquino – regia di E. Coltorti – 2016/17/18).

Francesca Sicilia, ha realizzato varie produzioni con: il coro Civico Istituto Musicale Brera di Novara, il coro del Rotary club Val Ticino Novara, il coro T. L. Da Victoria di Milano, la Cappella musicale strumentale e vocale pavese e il coro di Biella Progetto Musica. Nel 2016 ha collaborato come solista per la veglia missionaria tenuta nel Duomo di Milano con il coro del progetto interculturale Elikya, diretto da Raymond Bahti, e il coro Shekinah della Pastorale giovanile del Duomo di Milano, diretto da Filippo Bentivoglio. Ha preso parte a un concerto con l’orchestra Mitteleuropa tenuto al Teatro Giovanni da Udine con la partecipazione di Francesca Patanè. Nel 2017 assieme al pianista Andrea Pompili ha tenuto un concerto nel Conservatorio di Novara. Nel dicembre dello stesso anno ha cantato nella chiesa di Scopello con la corale e l’orchestra dell’Abbazia di San Nazzaro Sesia. Nel 2018 ha inoltre partecipato al concerto dell’anno giubilare Gaudenziano con il coro Polifonico S. Cecilia di Galliate tenutosi nella basilica di S. Gaudenzio a Novara. Lo stesso anno ha partecipato ad un concerto indetto dagli amici della lirica di Turbigo a Villa Malpensa. 
Assieme alla docente Anna Maria Chiuri ha tenuto un concerto nel teatro lirico di Magenta. 
Nell’estate 2018 ha avuto la possibilità di partecipare a tre concerti in Germania attraverso Opera Classica Europa. 
Nel 2017 ha preso parte al programma culturale Nessun Dorma in onda su Rai 5 esibendosi con il duetto “via resti servita” di A.Mozart e come solista nel brano “Quando me’ n vo”, tratto da La Bohème di G.Puccini.
Nel 2018 ha avuto l’opportunità di partecipare nuovamente al programma e di esibirsi cantando “Les Oiseaux dans la charmille” di J. Offenbach.

Elena Ballario, contemporaneamente agli studi pianistici si è dedicata anche allo studio del violino e della composizione. Ha ottenuto l’idoneità ai concorsi ministeriali per titoli ed esami per l’insegnamento di Pianoforte Principale, Pia-noforte Complementare, Musica da Camera e Accompagnatore al Pianoforte. Docente di ruolo dal 1995, dal 2007 insegna al Conservatorio di Torino. Dal 1988 suona in duo con il violoncellista e consorte Sergio Patria con il quale ha esteso la formazione a trio con il violinista Franco Mezzena. Dal 2000 si dedica alla composizione, alla trascrizione e alla produzione di testi per la di-dattica pianistica.
Attiva anche come compositore di testi per la didattica ha pubblicato per la casa editrice Volontè di Milano e distribuito dalla Carisch, il metodo di Scale e Arpeggi con Introduzione teorica per i Conservatori di Musica. Recente-mente ha intrapreso il progetto di rivalutazione del repertorio inedito del com-positore piemontese Carlo Rossaro, custodito presso la Biblioteca del Conservatorio di Torino tramite l’esecuzione e l’incisione per la casa disco-grafica Tactus dell’opera cameristica e vocale da camera in catalogo dal mese di febbraio 2019.
Per Brilliant Classics con il trio Mezzena/Patria/Ballario con il quale svolge attività concertistica, ha realizzato l’incisione discografica dell’integrale dei trii di Ermanno Wolf Ferrari e per Dynamic l’incisione del trio op. 50 di P.I. Cjaikowsky e dal trio nr. 1 di S. Rachmaninov in catalogo dal 2019 in cata-logo dal 2019. Nel 2019 per l’etichetta discografica Odradek registrerà i Trii di Schubert e per Brilliant Classics il Trio e la Sonata per Vlc. e Pf. di Alberic Magnard.

Domenica 3 marzo

IL MUSICAL

Ore 16.30
“American Graffiti”
Artisti del Teatro Regio di Torino
Manuela Giacomini soprano
Alejandro Escobar tenore
Alessandro Dorella clarinetto
Marco Polidori violino
Davide Ghio contrabbasso
Giulio Laguzzi pianoforte

George Gershwin (1898-1937)
Funny Face – ouverture della commedia musicale (1927)

Harold Arlen (1905-1986)
Over the Rainbow – dalla commedia musicale Il mago di Oz (1938)

Jerome Kern (1885-1945)
Smoke Gets in Your Eyes – dall’operetta Roberta (1933)

Leonard Bernstein (1918-1990)
Maria – dal dramma lirico West Side Story (1957)

Claude-Michel Schönberg (1944)
A Little Fall of Rain – dal film Les Misérables (2012)

Arthur Jacob Arshawsky (1910-2004)
Concerto per clarinetto

Leonard Bernstein
Candide – ouverture dell’operetta (1956)

John Kander (1927)
New York, New York – canzone tematica dal film omonimo di Martin Scorsese (1977)

Leonard Bernstein
Nothing More Than This – dall’operetta Candide (1956)

Cole Porter (1891-1964)
Kiss Me, Kate – ouverture della commedia musicale (1948)

erture della commedia musicale (1948)

Leonard Bernstein 

Spring Will Come Again – dal musical Peter Phan This – dall’operetta Candide (1956)

Cole Porter (1891-1964)
Kiss Me, Kate – ouverture della commedia musicale (1948)

Leonard Bernstein 
Spring Will Come Again – dal musical Peter Pan 

Arrangiamenti di Giulio

Note di sala.
Il musical è la perfetta fusione di recitazione, teatro, canto e danza i quali vanno ad unirsi in un genere di rappresentazione teatrale e cinematografica definito da queste quattro forme d’arte, perfettamente combinate tra loro in modo spontaneo e fluido. Il musical è infatti un genere che si compone della combinazione armonica di più tecniche espressive e comunicative, tutte ugualmente importanti per la buone riuscita.
American Graffiti, titolo del film cult di George Lucas (1973), è sinonimo del “mito americano”. Settant’anni di storia musicale d’America, entrata nel mito. L’Ouverture raggiante di Funny Face apre il concerto, come il “C’era una volta…” che dischiude un racconto favoloso (“mito” e “favola”: due volti dello stesso concetto). Quando nel 1927 il musical scritto da George e Ira Gershwin arrivò all’Alvin Theatre di Broadway, con i suoi seducenti Adele e Fred Astaire, fu proprio in quella sala che il ballerino danzò per la prima volta in frac e cap-pello a cilindro, stigmatizzando l’immagine di un mito. Un’altra visione ineffa-bile è quella di Judy Garland incantevole protagonista nel Mago di Oz (il film di Victor Fleming del 1939), interprete con la sua voce di quella straordinaria miscela di arcobaleno e speranza che è Over the Rainbow. La canzone, scritta da Harold Arlen sulle parole di Yip Harburg, sarà adottata negli anni Sessanta dal movimento di liberazione omosessuale: ecco ancora il mito, il sogno di un mondo migliore.
Un lungo filo conduttore porta dall’operetta Roberta del 1933 (musiche di Je-rome Kern, parole di Otto Harbach) al film American Graffiti, passando dalla voce di Nat “King” Cole a quella dei Platters e di Bryan Ferry: Smoke Gets in Your Eyes, melodia tra balli lenti e intensi baci, tra solenni sbronze, corse in macchina e scazzottate, con i suoi personaggi eternamente in bilico tra ado-lescenza e maturità. Quello stesso mondo popola West Side Story (1957), il musical nato dalla complicità di Jerome Robbins (regia e coreografia) e Leo-nard Bernstein. Il mito di Romeo e Giulietta è trasferito nei bassifondi di New York, dove l’amore di Maria e Tony vince sullo scontro tra i clan rivali Sharks e Jets, e l’opera entra nella leggenda. Tra le sue punte di diamante, svetta la struggente Maria.
Con un rapido salto di trent’anni, andiamo al 1986, quando il musical di Claude-Michel Schönberg sull’adattamento teatrale dei Misérables di Victor Hugo, firmato Alain Boublil, vola in America, dopo il debutto a Parigi nel 1980. La versione inglese, una volta approdata a Broadway, tiene banco per oltre vent’anni e si aggiudica ben otto Tony Awards. Sotto la pioggia, la bella Épo-nine spira tra le braccia di Marius, cantando A Little Fall of Rain.
Ancora un salto in avanti, per incontrare il visionario, indecifrabile e leggen-dario Frank Zappa, che nel 1993 convocava l’Ensemble Modern, gruppo da camera d’avanguardia, per l’album/suite The Yellow Shark. Dentro que-st’opera, il rock incontra musica colta, jazz, fusion e progressive, con pagine enigmatiche quali Dog Breath Variations – ripresa di un brano del 1969 – oggi proposto nella trascrizione di Alessandro Dorella.
Visionaria anche la lettura del Candide, ou l’Optimisme di Voltaire, trasformato da Lilian Hellman nel libretto su cui Bernstein basò il suo Candide, comico e pungente, messo in scena nel 1956. Nella scatenata Ouverture il compositore pare condividere lo sguardo caustico di Voltaire di fronte all’inganno illusorio della ragione, e di fronte ai mali del mondo, così come nell’aria del protago-nista, quando “candidamente” si chiede il senso della vita, Nothing More than This. E qui, il mito di un mondo migliore, seppure ironicamente, è infranto. Non teme certo intoppi né la ruggine del tempo New York, New York, il Leit-motiv dell’omonimo film di Martin Scorsese (1977), con Robert De Niro e Liza Minnelli. Il brano, scritto da John Kander, parole di Fred Ebb, diventerà una hit intramontabile, legata a due magnifiche tigri: Liza Minnelli e Frank Sinatra. E ancora musical, quello colpito dalle ondate jazz di Cole Porter e di Leonard Bernstein: la rocambolesca ventura di due attori, marito e moglie, nella sha-kespeariana Bisbetica domata è la sintesi della celebre commedia musicale Kiss Me, Kate, che nel dicembre 1948 coniugava a Broadway il frizzante li-bretto di Samuel e Bella Spewack alle musiche di Porter, spumeggianti a par-tire dall’Ouverture. E nell’aprile 1950 varcava la soglia di Broadway il Peter Pan di James Matthew Barrie, una fantasia teatrale le cui canzoni e musiche di scena portano la firma di Bernstein. E con Spring Will Come Again (parole di Betty Comden & Adolph Green), quasi una preghiera, celebriamo il perenne ritorno della primavera. La favola riparte. Il mito riprende vita.

Monica Luccisano

© 2019 Medica e Musica. Tutti i diritti riservati.